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Uno studio contraddice molti stereotipi sugli acquirenti di vini costosi

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Molti stereotipi sugli acquirenti dei cosiddetti “fine wines” (vini costosi) sono falsi o imprecisi. Lo rivela uno studio condotto da Areni Global in collaborazione con Wine Intelligence.

Il rapporto, che è stato ripreso da W. Blake Gay su Wine Searcher, rivela dati stupefacenti sulle persone che negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Cina, acquistano con una certa frequenza vini con un prezzo di almeno 75 dollari. La ricerca, infatti, contraddice alcuni pregiudizi fondamentali su questa fascia di clientela. Per esempio, pensate che gli acquirenti di vini pregiati siano anziani? Ebbene no: sono mediamente più giovani della media dei consumatori abituali di vino, con una porzione consistente al di sotto dei trent’anni. Secondo voi i cinesi e gli americani sono meno interessati al potenziale d’invecchiamento degli inglesi? Assolutamente il contrario: solo il 35% degli acquirenti britannici ha affermato di prendere in considerazione il fattore invecchiamento, mentre negli USA la percentuale sale al 47% e in Cina al 57%. E per quanto riguarda la sostenibilità? Chi tra inglesi, cinesi e americani ha più a cuore il fattore “green”? A giudicare dagli indirizzi politici si potrebbe pensare che il Regno Unito sia avanti rispetto agli altri due paesi. E invece, per quanto riguarda il vino, la fetta di consumatori cinesi interessati alla sostenibilità è pari al 21% mentre solo il 7% degli inglesi tiene conto dell’impatto che la produzione dei fine wines ha sull’ambiente.

Più in generale, lo studio fa il punto sulle abitudini e i trend nei tre mercati ed esamina le caratteristiche dei “fine wine lovers”. In Inghilterra e in America – specifica la ricerca – si tratta perlopiù di uomini giovani, con un reddito superiore alla media nazionale, mentre in Cina il pubblico è diviso più o meno equamente tra uomini e donne. Nel Regno Unito l’83% degli acquirenti preferisce i vini di Bordeaux, mentre negli Stati Uniti la California e l’Italia vanno di pari passo con la Francia. Sorprendentemente in Cina è proprio il vino cinese ad avere la meglio sull’export, seguito da quello francese. Il vino americano, invece, è il meno quotato, forse anche per via delle tensioni politiche tra i due stati.

Nel complesso, la Cina è il mercato più ampio con quasi 33 milioni di persone disposte a spendere regolarmente più di 75$ per una bottiglia di vino. E’, però, il Regno Unito il paese con la più alta popolazione di acquirenti di vino pregiato in rapporto alla popolazione (circa il 10%). L’ America sta nel mezzo con circa il 7% della popolazione – pari a 23 milioni di persone – disposto a spendere quella cifra.

E sul fronte del vino da investimento? Be’, in tutti è tre i paesi la percentuale di persone che acquistano per investimento si attesta tra il 25 e il 30%. La ragione principale per cui si compra vino pregiato rimane, però, il piacere di berlo, in particolar modo con parenti e amici stretti.

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