La presenza di soli 12 campioni in degustazione dell’ultima annata – più 3 passiti – in un’anteprima é un dato interessante. Da un lato rende difficile fare un discorso d’insieme sul millesimo in questione. Dall’altro permette di offrire un resoconto “completo” ai lettori senza tediarli con infinite note che nessuno leggerà o tagliare vini per fare una selezione stringente.
É, per questo che, dopo un articolo sintetico multi-annata su Decanter l’anno scorso, preceduto da alcuni pezzi sul variopinto mondo di Montefalco, che spazia dal Trebbiano al Rosso, torno a fare un focus solo sul Sagrantino, con l’annata 2022 come bussola. Un millesimo che oramai conosciamo bene: altalenante in Toscana, molto complicato al nord. Caldo e siccitoso più o meno ovunque. A Montefalco non è andata in maniera troppo diversa, con la sola differenza che qui – come in altre parti del centro Italia – qualche pioggia nel mese di settembre ha dato un minimo di tregua. Il consorzio parla di annata da 92/100, mentre la 2021 aveva spuntato un 94. Una differenza che, però, nel calice, sembra più stilistica che qualitativa.
Due le direttrici principali nell’annata 2022: da un lato interpretazioni più potenti e concentrate, costruite sulla materia: profili compatti, a tratti un po’ monolitici e non sempre finissimi sul piano aromatico, ma sostenuti da tannini tutto sommato ben integrati e già abbastanza godibili. Dall’altro, versioni più fresche e in sottrazione, con un frutto più integro, note vegetali e officinali. Sono vini più scattanti, ma anche più spigolosi, con tannini ancora burberi. Ê uno stile che cerca d’inseguire le tendenze, ma non senza rischi, perché l’evoluzione potrebbe prendere il sopravvento prima che il tannino cominci ad integrarsi.
Nel complesso, però, l’annata regge bene il colpo. Qualche anno fa un risultato del genere, a fronte di un contesto simile, sarebbe stato difficile da conseguire. È il segno di un territorio ormai maturo, che — anche dopo aver smesso di puntare tutto solo sul Sagrantino — sembra avere più strumenti e sensibilità per interpretarlo.
Ma ecco i migliori Sagrantino dell’annata 2022:
Agricola Mevante
China, radici, rabarbaro, ciliegia sciroppata, un tocco leggero di legno, china e oliva in salamoia. Gioca sulla pienezza e sulla potenza, con ritorni cioccolatosi e un frutto abbastanza maturo. Il tannino, però, è ben gestita e la freschezza sufficiente a sostenere l’allungo.
91/100
Antonelli San Marco
Fresco di frutto rosso croccante, erbe officinali e spezie. In bocca é ancora in cerca di quadra: il tannino é tra i più potenti della dozzina, con una materia sotto relativamente sottile. Per nulla pronto, ma non é un problema, perché non uscirà a breve. Da riprovare tra un po’.
91+/100
Arnaldo Caprai – Collepiano
Iodio, carruba, erbe officinali, violetta e spezie dolci. Il legno è ancora un po’ ingombrante, ma lascia emergere buona materia e frutto. Più giocato sulla rotondità che sulla tensione, ma lungo e abbastanza fine, con tannino raffinato.
92/100
Arnaldo Caprai – 25 Anni
Liquirizia, cannella e un sottofondo di frutta scura piuttosto matura. Sorso potente, quasi massiccio, ma con grande frutto e tannino elegante, retro-olfatto balsamico. Ha prontezza e distensione, finale lungo con spennellate boisé e anche un ritorno floreale. Finale eccezionalmente lungo
94/100
Arnaldo Caprai – Valdimaggio
Cioccolato, prugna e china, fiori rossi e un tocco boschivo. Ha struttura, potenza, materia ricca da annata calda; tannino pettinato, ma meno profondità del precedente. Finale comunque equilibrato
92/100
Bocale
Gioca su toni balsamici e speziati, con un frutto decisamente meno maturo rispetto ai tre precedenti. Giovanissimo, ematico e con un tannino abbastanza vigoroso, ma ben sostenuto dal frutto. Finale coerente.
93/100
Montioni
A un naso già molto definito – con note di frutta sotto spirito e sottobosco – fa seguito una bocca avvolgente, compassata, con una morbidezza d’insieme che fa quasi pensare a un po’ di residuo zuccherino. Finale leggermente monocorde sul frutto.
88/100
Montioni – Ma Già
Meno espressivo del precedente, con un frutto più sobrio, toni chinati e tostati. Sempre pieno, avvolgente, con un tannino ben estratto e un finale non freschissimo, ma vellutato.
90/100
Scacciadiavoli
Ciliegia, melagrana, qualche soffio floreale e balsamico. Sorso succoso, snello, con un frutto molto delicato e un tannino né troppo spinto, né troppo pettinato. Finale fresco, tra arancia sanguinella e ciliegia croccante.
93/100
Tenute Lunelli – Carapace
Soffi di legno tostato che s’intrecciano con frutti neri molto maturi, cioccolato e china. Ricco, avvolgente, con tannino irruente al punto giusto, ben compensato dal frutto generoso. Finale con giusto un accenno di tostatura che s’integrerà nel tempo.
91/100
Terre di San Felice – Vinum Dei
Il meno preciso a livello olfattivo. Il sorso fatica a trovare una quadra tra frutto e tannino, chiudendo abbastanza evoluto.
85/100
Valdangius – Fortunato
Fresco di erbe officinali, fiori rossi e frutta quasi immatura. In bocca offre più distensione e materia, ma sempre con freschezza in sovrimpressione, tannino che deve ancora integrarsi e un finale scandito da rimandi vegetali. Di prospettiva.
91+/100








