Top Ten 2023: i migliori dieci vini dell’anno per Sommelier Life

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Dieci vini memorabili che hanno reso memorabile il nostro 2023 e che meritano l’assaggio nell’anno che verrà. 

Gianfranco Fino – Salento Primitivo Es 2021

La Puglia è stata la rivelazione dell’anno: terra in grande fermento, per quanto penalizzata da una nomea non esaltante, aggravata dal fatto che, per non sottostare a certe dinamiche poco edificanti, alcuni dei migliori produttori debbano tirarsi fuori dalle denominazioni più conosciuti. È il caso di Gianfranco Fino, la rockstar del Primitivo, che in teoria produrrebbe un grandissimo Primitivo di Manduria, ma da anni lo declassa a Salento IGT. La storia completa la trovate su Decanter Premium.

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Di Meo – Fiano di Avellino Erminia 2004

L’immortalità dei bianchi irpini in un’etichetta strepitosa, stappata nel corso di un’indagine sui vini bianchi italiani realizzata per conto di Decanter. Roberto di Meo sta alla Campania come Terlano all’Alto Adige: ambasciatore di un territorio che potrebbe competere con i grandi del mondo se non peccasse di scarso coraggio (e arretratezza commerciale e promozionale, più che produttiva!).

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Terlano – Vinoteca Storica 1957

E visto che si era parlato di Terlano, come non inserire un vino della cantina più importante – perlomeno per prestigio e qualità media – della scena altoatesina? In occasione di una visita in cantina, il grande Rudi Kofler, enologo della cantina, mi ha fatto assaggiare questa bottiglia pescata dal sacrario del buon vecchio Stocker, colui che ha murato bottiglie a partire dagli anni 50’ per evitare che venissero vendute troppo presto. Che dire… poesia alla stato liquido!

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Giuliano Pettinella – Tauma Vino Rosato 2012

M’inchino davanti a un Montepulciano in rosa di questa caratura, che peraltro all’epoca era un semplice vino rosato e non un Cerasuolo. Un piccolo capolavoro in forma splendente, assaggiato alla cieca nell’ambito di una serie di degustazioni tenute in estate dall’esperto autoctono Franco Santini. L’ennesima dimostrazione del grande potenziale del Cerasuolo d’Abruzzo, non “un rosato”, ma IL rosato italiano più importante per spessore poliedricità espressiva (… tant’è che all’estero preferiscono parlarne come di un “piccolo grande rosso”).

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Chateau La Mission Haut Brion 2016

Siamo tutti a bravi a parlare di certi vini con toni trionfalistici. Quando li si assaggia a vedendo l’etichetta, lasciarsi impressionare è fin troppo facile, ma quando il risultato è clamoroso in degustazione alla cieca, allora vuol dire che oltre il cosiddetto “hype” c’è molto più. Menzione d’onore anche al suo sfidante altoatesino: Très 2016 di Kurtatsch.

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Guimaro – Ribeira Sacra San Pedro 2020 

Dalla Barcellona Wine Week, un rosso di finezza micidiale a un prezzo pressappoco ridicolo: 22-25 euro a scaffale. Un vero peccato che in Italia si continui ad ignorare questa new wave iberica!

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Tenuta di Carleone – Chianti Classico 2020

Che sia un amante dei vini di Sean ‘O Callaghan è cosa risaputa: confesso di non essere ancora riuscito ad andare a trovarlo, ma spero di farlo nel 2024. Sta di fatto che il suo Annata presentato alla Collection è rimasto uno vini migliori assaggiati nel corso dell’anno: un Sangiovese di razza, ma con anima quasi borgognona.

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Cantina Togliana – Carema L’ Arsin 2020

Carema o Gevrey Chambertin? Me lo sono chiesto davanti a cotanta raffinatezza aromatica, sprigionata da un vino simbolo di uno dei miei luoghi preferiti del mondo-vino: il borgo di Carema con i suoi terrazzamenti. La riconferma del fatto che questa zona abbia poco da invidiare alla Langa.

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COS – Cerasuolo di Vittoria Della Bastonaca 2019

L’incredibile leggerezza dei rossi siculi in un vino da bere in qualunque stagione, compresa quella calda. Parlare di “Grand Cru borgognone” alla latitudine dell’Africa può sembrare un po’ scontato, ma è proprio quello che mi è venuto in mente assaggiandolo.

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Gianni Brunelli – Brunello di Montalcino 2019

L’unico dei vini in questa rosa che non è ancora uscito. “ Baricentrico” perché prodotto a metà strada tra il Nord e il Sud di Montalcino, e per questo questo capace di mettere insieme finezza e potenza. Da comprare all’ uscita e tenere in cantina per decenni.

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Felice anno nuovo,

Raffaele Mosca, Founder Sommelierlife.it

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