Impegni “guidaroli” mi hanno tenuto lontano per qualche giorno da queste pagine, ma mi riprometto di ritornare a breve in pista. Intanto segnalo una bevuta recente che di fatto anticipa l’articolo che ho scritto per il mensile del gambero luglio-agosto, dedicato alla Vernaccia di San Gimignano. Una denominazione che trovo raramente in carta e che forse ha vissuto tempi migliori di quelli attuali. Non a livello qualitativo. quanto piuttosto di reputazione e appeal.

Il problema è sempre stata la scarsa propensione dei produttori a dimostrarne il grandissimo potenziale evolutivo mettendo in commercio annate più vecchie. Riaffermato ancora una volta da una bottiglia straordinaria di un produttore che purtroppo quest’anno non ha partecipato all’anteprima e che per me è un punto di riferimento. Pescata da la carta de Li Somari a Tivoli, Viti Sparse 2022 di Terre di Sovernaja potrebbe essere tranquillamente scambiata per un bianco transalpino: golosissimo nei profumi di pietra focaia ed erbette abbinati ad un’evoluzione gentile che va sul miele e sulla composta di pera. Largo, avvolgente, meglio di un rosso nel far fronte a piatti importanti come la cipolla ripiena con formaggio e tartufo o gli gnocchi ripieni di pollo alla cacciatora, grazie a un binomio fenomenale di cremosità a centro bocca e sapidità sul finale lungo, tenace. Prezzo finale? 35 euro. Fin troppi pochi per un bianco che, per quanto già pienamente espressivo, dà la sensazione di poter tranquillamente reggere almeno altri 5-10 anni di invecchiamento.
Per altre Vernaccia di San Gimignano da non perdere, acquistate il mensile di Luglio-Agosto di Gambero Rosso online o in edicola








