Dodici Supertuscans da provare anche se non si è amanti del genere

Reading Time: 4 minutes

Torno sull’argomento Supertuscans dopo il primo articolo in occasione dell’Anteprima Altra Toscana 2024 e quello su Decanter.

Dall’anteprima Altra Toscana e da una cena “mondana” con i grand cru di Costa Toscana emerge un quadro a tinte fosche, sospeso tra tentativi di rinnovamento e modernizzazione e la consapevolezza che un certo modello – basato su di un appeal spiccatamente internazionale, con grande maturità del frutto e uso significativo del legno piccolo –  continua a funzionare in certi segmenti, anche se non si sa esattamente per quanto.

Sicuramente a destare entusiasmo é la grande qualità e contemporaneità dei vini a base Cabernet Franc: più delicati, più sottili, più energici e profumati di quelli a base Cabernet Sauvignon e Merlot. Il problema è che, per quanto in crescita, le versioni in purezza tra i campioni presentati in questi eventi continuano ad essere una percentuale minoritaria della platea. 

Anche tra i vini a base Merlot si nota un discreto alleggerimento, con alcune espressioni anche al di fuori dei soliti benchmark che mettono in risalto una vivacità e un’integrità del frutto inaspettate per un vitigno che, a queste latitudini, ci ha abituato a timbri ben più caldi. 

In ogni caso, le punte d’eccellenza sono ancora in larga parte legate ad aziende affermate e rinomate per un approccio enologico certosino, a suggerire che nel mondo Supertuscans la tecnica è ancora più importante del territorio.  

Discorso a parte quello relativo alla Valdarno di Sopra, che da due anni ha la sua anteprima separata e, dopo l’exploit grazie ad alcuni Supertuscans acclamati dalla critica, sta cercando una quadra territoriale. Quest’anno gli IGT ci sono parsi mediamente più performanti dei vini DOC e la ragione va cercata nelle due annate difficili – 2023 e 2022 – per il Sangiovese, vitigno maggioritario nella maggior parte dei rossi a marchio Valdarno di Sopra . 

Ma ecco i migliori dodici vini Toscana IGT dalle Anteprime toscane:

  1. Podere Marcampo – Giusto alle Balze 2021

Insolito Merlot in purezza dalla zona di Volterra, tra le meno vitate della Toscana. Il frutto ricco e  maturo tipico del vitigno é presente, ma ben compenetrato da sfumature più fresche e complesse di radici, cioccolato fondente e sottobosco. Anche in bocca la componente fruttata è sobria e ben bilanciata da tannini incisivi e buona acidità che sostiene una progressione relativamente agile e gastronomica. Fuori dagli stereotipi. 

92/100

  1. Tenuta La Corneta – Toscana Rosso 2023

Un Supertuscan anomalo, anzi fuori categoria, perché ottenuto da assemblaggio di Sangiovese e Pinot Nero coltivati nel Valdarno. Mostra una bella purezza di frutto rosso, con accenni balsamici, liquirizia e cannella. Sulla stessa linea d’onda il sorso, che mette al centro un frutto succoso, sostenuto da sapidità e tannino disinvolto. Diverso da tutti gli altri in questa top 12, ma molto contemporaneo. 

93/100

  1. Caiarossa – Aria di Caiarossa 2022

Uno dei pochi casi in cui il “second vin” sembra addirittura più intrigante – perlomeno nel breve termine – del vino di punta. Non tanto per il naso, giocato come nel caso di Caiarossa ‘22 su toni relativamente timidi e delicati per la categoria, tra macchia mediterranea e un frutto fresco e terroso. Quanto per la bocca setosa, con tannino pettinato e grande freschezza che lo rende agile e contemporaneo. Perfetto da consumare nei prossimi 8-10 anni. 

93/100

  1. Villa Santo Stefano – Loto 2022

L’azienda é in Lucchesia, ma le uve per questo taglio bordolese provengono dalla Maremma. Il vino mostra un’estrazione molto gentile, già evidenziata da un naso fresco di pepe rosa, legni balsamici, mirtillo rosso e carcadé che fa un po’ Medoc. Giusti spigoli e ottima acidità al sorso, che mette insieme scorrevolezza e spessore, lasciando una scia balsamica in chiusura. 

93/100

  1. Il Borro – Toscana Rosso 2022

Vino classico della cantina nel super-resort dei Ferragamo in Valdarno, che tra l’altro ha ospitato l’Anteprima. Gioca su toni sobriamente maturi di marasca e cioccolato fondente con accenni selvatici e qualche sussurro di legno balsamico. Il rovere si fa sentire in apertura di bocca, ma é ben legato al frutto sobrio, di buona integrità. Per quanto spiccatamente internazionale,  é dotato di garbo e scorrevolezza tutto meno che scontati. 

94/100

  1. Tua Rita – Giusto di Notri 2023

Un classico dalla zona di Suvereto che non rinuncia a un certo calore espressivo: oliva al forno, sottobosco, frutto cupo e allo stesso tempo integro, spennellate di tostature. Sorprende al sorso per la grande freschezza che, abbinata a un tannino fitto, rende un senso di energia e sorprendente scioltezza. Finale lungo, di nuovo mediterraneo. 

94/100

  1. Tenuta di Arceno – Arcanum 2022

Magnifica espressione di Cabernet Franc dal Chianti, con un respiro balsamico intenso – quasi da Vicks vaporub – seguito da frutti rossi in gelatina, essenze floreali e soffi di spezie orientali. Cremoso, suadente, di notevole finezza, con tannino delicato e finale coerente, mentolato.

95/100

  1. Tenuta Sette Ponti – Oreno 2023

Un classico di territorio, capace di mettere insieme il timbro scuro della Valdarno con una parte aromatica più leggiadra. Inizia molto riservato e progressivamente lascia emergere liquirizia, cola, more e mirtilli, accenti selvatici e un tocco di grafite in pieno stile Medoc. Più sanguigno e “toscaneggiante” al palato: ancora non del tutto risolto, ma con ottima energia acido-sapida e tannino ben estratto, finale che insiste a lungo su toni perfettamente in linea con il naso. 

95/100

  1. Mazzei – Siepi 2023

Classico da blend paritario da Sangiovese e Merlot. La seconda uva lo domina, ma in una declinazione sottile e molto chiantigiana, tra caffè, confettura di frutti rossi, erbe officinali e un accenno di spezie orientali. Setoso, cremoso, con la sottigliezza tipica dell’annata e ottima acidità a sostegno dello sviluppo. Finale lungo e vellutato, dall’ espansione ariosa.

95/100

  1. Petrolo – Galatrona 2023

Due bottiglie assaggiate a cena e in anteprima. Entrambe molto sottili olfattivamente, lente nel dischiudere note di giuggiole, more appena raccolte, fiori rossi ed essenze balsamiche. La prima ha un po’ più di corpo e cremosità; la seconda è più austera e mordente. In ogni caso siamo di fronte ad una versione eccellente per equilibrio e ritmo di questo Supertuscan iconico, superiore alla ‘22 e con un potenziale evolutivo vicino a quello della ‘21. 

96/100

2. La Regola – Costa Toscana Rosso 2021

Uno dei migliori Franc costieri, giocato su tutte sulle erbe officinali e su di una mediterraneità garbata, floreale e di macchia marina. Non esplosivo, ma di grande eleganza e sottigliezza, con tannino felpato, freschezza anche vegetale e una chiusura lunga che torna sulla garriga. Una certezza. 

96/100

  1. Podere il Carnasciale – Il Caberlot 2022

Teoricamente l’uva é il Caberlot, ma questo vino di punto della Valdarno sembra in tutto e per tutto affine a un grande Cabernet Franc. Punta sull’eleganza, con un caleidoscopio di eucalipto, radici, ginseng, spezie dolci e frutti rossi purissimi, fiori d’ogni tipo. Gentilissimo, soave, per niente scalfito nel suo equilibrio dall’annata calda. Ha tannino pettinato e grande freschezza citrina di fondo, rimandi officinali – quasi erboristici – che esplodono in retro-olfatto. La magnum é decisamente il formato giusto! 

96/100

 

Resta aggiornato!​

Iscriviti alla nostra newsletter

© 2024 Sommelierlife