Un Amarone della Valpolicella che stapperei anche a 40 gradi

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L’inizio dell’estate è stato segnato da un rendez-vous all’insegna dei vini di Valpolicella, presentati on “ice” per combattere la temperatura già di 8 gradi superiore rispetto alla media stagionale.

Una scelta non troppo inimmaginabile per i semplici Valpolicella, rossi di leggerezza e succosità che funzionano benissimo in estate a temperature da bianco. Ma a sorprendere è stato il tentativo da parte dell’AIS Lazio di proporre anche quattro Amarone Riserva altrettanto ghiacciati.

Un azzardo abbastanza riuscito, perché l’Amarone ha la fortuna di avere tannini decisamente più sottili rispetto ad altri rossi italiani e, se è vero che sotto i 14 gradi perde un po’ di definizione aromatica, è anche vero che la percezione alcolica si ridimensiona e acquista una fluidità di beva più che discreta.

E tra i quattro Riserva “on ice” a comportarsi meglio è stato proprio il più vecchio, che è anche quello con lo stile più in “levare”. Sin dall’inizio del suo progetto individuale, nato dopo la separazione dall’azienda di famiglia, Marco Speri di Secondo Marco ha cercato distinguersi dalla massa. E questa bottiglia dimostra – casomai ce ne fosse ancora bisogno – che accorciare gli appassimenti e ridurre le estrazioni non equivale a scarnificare il vino o limitarne il potenziale a lungo raggio… anzi tutto il contrario!

Ma ecco le note dei quattro Amarone della Valpolicella Riserva dalla masterclass dell’AIS:

Flatio – Amarone della Valpolicella Classico Riserva Papà Mario 2015

Vino di punta di un’azienda che, in tutta onestà, non conoscevo. È il primo a venire servito: appanna il calice, ma il naso è abbastanza eloquente da subito. Accenti eterei, boschivi e di cacao amaro prevalgono sul frutto, che emerge solo quando comincia a scaldarsi. Rappresenta uno stile austero e di buona beva, con acidità che stempera il frutto, tannini appena polverosi e un finale variegato, anche se non estremamente preciso. A 10 anni dalla vendemmia sembra in ottima forma: forse non sarà mai un campione di eleganza, ma ha l’energia giusta per continuare a dare soddisfazioni per un bel po’.

92/100

Rubinelli Vajol – Amarone della Valpolicella Destineè Riserva 2011

Apre su note più vegetali, forse accentuate dalla temperatura, abbinate a composta di more, caramella balsamica, un leggero tocco di pomodoro e una sottile percezione umami, quasi di salsa di soia. Al palato è piacevolmente spigoloso, con tannini abbastanza fitti e un frutto sottile, ma ancora integro. Con il tempo – e qualche grado in meno – migliora notevolmente e sviluppa anche una parte floreale che lo rende più soave in retro-olfatto. Forse è quello che ha più bisogno di ossigenazione – e un po’ di calore – per esprimersi, ma quando comincia a correre non lo ferma nessuno. Prezzo: sui 200 euro.

94/100

Zymè – La Mattonara 2011

Molto più old school dei precedenti, con un impatto etereo e smaltato che richiama certi Porto. Cioccolato al latte, tabacco e composta di prugne scolpiscono un naso esplosivo, anticipando un sorso avvolgente, barocco, con un residuo zuccherino abbastanza evidente, acidità adeguata a sostenere la massa imponente e tannino praticamente non pervenuto. Compassato, rotondo, il freddo non ne limita affatto l’espressione aromatica. Accanto a me c’è chi rimane stupito e ne compra subito qualche bottiglia online per la modifica cifra di 300 euro. Io, personalmente, lo trovo un po’ troppo esuberante.

92/100

Secondo Marco – Amarone della Valpolicella Classico Riservs Fumetto 2008

Esordisce sul vegetale come il Destineè, ma da subito mostra più finezza e articolazione, tra frutto rosso ancora intonso, accenni floreali, eucalipto e finocchietto, accenni in sottofondo di tabacco, scatola da sigari e amaretto che conferiscono profondità e spessore. Al palato è reattivo, energico, quasi “nebbiolesco” per integrazione di frutto, tannino e acidità. Più essenziale dei precedenti senza essere scarno, anzi profondo, variegato, senza traccia di calore in eccesso e con un finale di rara energia. Giovanissimo a 17 anni dalla vendemmia, da bere in qualunque stagione e sempre “freschino” per rafforzarne l’eleganza. Prezzo: sui 250 euro.

96/100

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