Abbiamo chiuso il 2024 con due assaggi fenomenali dall’Etna (raccontati qui e qui) e ricominciamo il 2025 con un altro Etna Rosso spettacolare, questa volta bevuto e non degustato in accoppiata alla cucina solida con tanto verde di Trattoria Pennestri a Roma.
Il nome, Alice Bonaccorsi, potrebbe non dirvi nulla, ma la verità è che Valcerasa è stata una delle prime aziende in assoluto a credere ne ‘ A Muntagna a cavallo tra i due millenni.

L‘Etna Rosso Valcerasa 2019 abbina colore e naso “borgogneggianti” a un sorso nettamente vulcanico: la freschezza del frutto rosso appena raccolto è abbinata a spennellate d’incenso, cannella e pepe bianco che dà ariosità; in bocca il frutto torna coerente, accompagnato da un tannino abbastanza incisivo, ritorni fumè e tanta salinità che traina la progressione fino alla chiusura impeccabile. Purtroppo la gestione dell’estrazione è ancora un problema sull’Etna: se ne trovano tanti di rossi eccessivamente esili oppure rustici, scontrosi, segnati da tannini per niente garbati. Qui, invece, è modulata molto bene e il vino, per quanto complesso e anche cangiante, riesce ad assecondare la cucina perfettamente. Peraltro è una 2019, uscita dopo una sosta anormalmente lunga, e trasuda ancora freschezza fruttata. Personalmente ritengo che i bianchi etnei siano più adatti all’invecchiamento dei rossi, ma qui sembrano esserci le condizioni giuste per una buona tenuta a medio raggio.
Punteggio: 94/100








