Dall’Alto Adige all’Etna, i migliori vini assaggiati a Novembre 2023

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Da un grandissimo bianco altoatesino ad un Etna Rosso da viti ultracentenarie, passando per il Chianti Classico, sei vini eccezionali assaggiati nell’ultimo mese.

Manincor – Terlaner Riserva Reserve de la Comtessa 2022

Splendido vino di un grande produttore biodinamico dell’ Alto Adige: il blend è quello solito della zona di Terlano – Chardonnay, Pinot Bianco, Sauvignon Blanc – ma le componenti varietali si eclissano per dar spazio a un intreccio elettrizzante di agrumi, erbe balsamiche e pietra focaia, con lieve fondo burroso dato da affinamento sui lieviti e sosta in legno.

Roccioso, sferzante, con buone parti gliceriche che smorzano la progressione di rigore inconfondibilmente alpino, chiude lungo tra gesso, mela verde e scorzetta di limone. Notevole!

93/100

Cantina Bolzano – Tal 1930 2020

Il nuovo bianco di punta di Cantina Bolzano è un blend altoatesino al 300% di Chardonnay (69%), Sauvignon (21%) e Pinot Grigio (10%). Ci tengo a sottolineare blend perché, per quanto lo Chardonnay sia maggioritario, il carattere del Sauvignon altoatesino emerge forte e chiaro, scolpendo un intreccio di bergamotto e bosso, burro d’alpeggio e pompelmo, melone e zenzero candito, pietra focaia in crescendo, freschissimo e potente allo stesso tempo.

Palato sulla stessa linea d’onda: un fendente agrumato smorza la polpa e si allinea con la mineralità quasi gessosa. La sensazione è che sia ancora dannatamente giovane, ma la stoffa è quella del fuoriclasse.

95/100

Quercia al Poggio – Chianti Classico 2021

Quercia al Poggio è tra le aziende più interessanti del Chianti Classico che non sono ancora emerse alle luci della ribalta. Con due vicini del calibro di Castello Monsanto e Isole e Olena, la posizione è tra le più fortunate della denominazione. I vini sono molto classici: da agricoltura biologica, senza aggiunte di vitigni internazionali, fermentati con pied de cuve e affinati in botte grande o tonneaux.

Il Chianti Classico 2021 evidenzia una bella esuberanza di ciliegia e giuggiola che s’intrecciano con erbe aromatiche e un accenno ferroso. Apre ricco e voluminoso, dichiarando da subito la provenienza da una zona della denominazione che risente dell’influenza mediterranea; poi lascia emergere la giusta freschezza – più ribes che arancia rossa – a smorzare la chiusura di buona distensione. Espansivo e godibile da subito.

91/100

Muri Greis – Alto Adige Pinot Nero Abtei Muri Riserva 2020

Di nuovo Alto Adige, ma questa volta in rosso: Muri Gries, azienda gestita dai monaci benedettini dell’omonima abbazia a due passi dal centro di Bolzano, è una delle realtà di riferimento quando si parla di rossi. Il Lagrein – soprattutto quello della vigna urbana del Klosterganger – è il loro rosso di punta, ma anche questo Pinot Nero è un gran bel bere.

Da vigna ad oltre 400 metri di altitudine, mostra trasparenze cromatiche didattiche che anticipano un naso di grande soavità: incenso, sandalo, fragola e muschio bianco, fiori appassiti. Sottile e rinfrescante, sicuramente non profondo, ma di freschezza e finezza straordinari.

92/100

Nittardi – Chianti Classico Gran Selezione 2020

Prima Gran Selezione per Nittardi, l’azienda di Castellina in Chianti che è diventata famosa per le etichette e le veline d’artista del Vigna Doghessa, firmate negli anni da celebrità del calibro di Yoko Ono e del premio oscar James Ivory.

Questa è la vecchia Riserva elevata alla categoria apicale del Gallo Nero in occasione dell’approvazione ufficiale delle U.G.A. Il territorio di Castellina Nord, su cui l’azienda insiste, si presta bene alla tipologia perché è limitrofo con Panzano, e sembra ricalcarne lo stile potente e complesso.

Il profumo è di tabacco mentolato e humus frammisti a more e gelsi, con un soffio di polvere di cacao e qualche accenno ematico a siglare il tutto. Ha il peso specifico importante che s’ addice a una Gran Selezione, ma anche gli giusti spigoli che scongiurano la pesantezza. Tannini ben estratti cadenzano la chiusura lunga su toni boschivi e balsamici. Distribuito sul territorio nazionale da Visconti43.

92/100

I Custodi delle Vigne dell’Etna – Etna Rosso Saeculare Riserva 2013

Dell’invecchiamento dell’Etna Rosso si sa ancora poco: quasi nessuna azienda ha tenuto bottiglie di vecchie annate da parte e le late-release si contano sulle dita di una mano.

Questa è forse la più importante: da vigne che, come suggerisce il nome, hanno più di 100 anni – forse quasi 200! – esce ora sul mercato ed esibisce un veramente singolare: Baroleggiante in tutto e per tutto, con aromi di di sottobosco, erbe officinali, cuoio, frutti neri maturi che s’intrecciano con mentolo e pot-pourri. Pieno, materico e ancora giovanilmente irruente, può ricordare un vino di Barolista della vecchia scuola – Bartolo, Rinaldi? – con la sua polpa scura bilanciata da tannini incisivi, esuberanti, ma mai fuori posto. Arancia sanguinella ed erbe officinali plasmano un finale di straordinaria energia. Pronto da bere subito, anche se un po’ di riposo in bottiglia in più non può fargli male.

Distribuito da Proposta Vini.

 

94/100

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