Un rosato eccezionale che costa poco e fa 11 gradi e mezzo di alcol

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La stagione è ancora buona per bere rosati. E per non scegliere sempre e solo Cerasuolo d’Abruzzo, punto su etichette di altri territori che ne ricalchino lo stesso stile: quello scuro, gastronomico, succoso, contro la tendenza dettata dalla Provenza, sempre più vicino al rosso che al bianco. Non necessariamente “strutturato”, anzi: ce ne sono di sorprendentemente leggeri, soprattutto come alcol, fatti in questa maniera. Giocati sulla complessità più che sulla pienezza in sé, come questo di Alois Lageder, per me l’espressione più centrata di un vitigno che, salvo rare eccezioni, fatica a darmi le stesse soddisfazioni in rosso. Non che le espressioni di punta non siano ben fatte, ma rimane sempre un minimo di rusticità e una muscolarità a tratti eccessiva che ne limita le ambizioni. I Lagrein Kretzer (o rosé), invece, modulano quella materia con più soavità e, in qualche caso, con dei tenori alcolici che più a sud non si vedono quasi mai.

Il dato saliente del Lagrein Rosé 2025 di Alois Lageder è proprio l’alcol: 11,5% riportati in etichetta. Oltre, ovviamente, al prezzo, pari a 13,90 euro nel nuovo store di Signorvino in largo dei Lombardi, di fianco a via del Corso. Dalla bottiglia si vede già il colore intenso, acceso: un tipico rosa cerasa da uva tintoria vinificata con macerazione minima. C’è un filo di riduzione al naso, ma va via subito e lascia spazio a un intreccio irresistibile di fragola candita, petali di rosa e liquirizia. Il sorso non farebbe mai pensare a un alcol così basso, se non per la scioltezza e il garbo del finale, che insiste sul ribes selvatico e scorre con sorprendente leggerezza. A centro bocca, però, c’è frutto, sostanza, anche un accenno di tannino.

È un rosato quasi paradossale, perché all’inizio lo trovi materico, abbondante, ma poi scivola via con rara facilità tra una fetta di mortadella Favola e una di Asiago semi-stagionato. È il vino di mezza stagione ideale: degno compagno della tavola e della meditazione in queste giornate in cui, almeno all’imbrunire, si comincia a percepire appena il profumo dell’autunno.

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