Ecco i migliori Chianti Classico dell’ annata 2022

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L’ annata 2022 è stata veramente sorprendente. Ecco le nostre impressioni da Chianti Classico Collection 2024.

Poteva essere una debacle… e invece è andata alla grande! Da un lato ha influito la grande maestria dei produttori, che hanno imparato a gestire le sfide del cambiamento climatico. Da un altro il Chianti Classico fa forza una cifra stilistica che aiuta molto in questo senso: oramai tutti in zona puntano alla sottrazione, perché dal Gallo Nero ci si aspetta energia, freschezza e non muscoli, e questo aiuta molto a non perdere il focus in annate che offrono una materia a tratti eccessivi e che altrove rischiano di essere interpretate all’insegna della sovrabbondanza (leggasi anche il report sulla 2019 a Montalcino).

LEGGI IL REPORT COMPLETO SUL CHIANTI CLASSICO DI RAFFAELE MOSCA PER FILIPPOBARTOLOTTA.COM  

Si è vero che in Toscana la 2023 è stata l’annata più calda a memoria d’uomo, ma il Chianti Classico se la cava sempre un pochino meglio di altre zone, tra presenza di boschi e altitudini considerevoli che ritardano il ciclo della vite. E poi, andando a scavare, si scopre che le anomalie si sono verificate nel periodo invernale e primaverile molto più che nei mesi clou della stagione. L’estate è stata mediamente calda, ma senza nessun picco particolare; e dopo la siccità estrema di giugno e luglio sono arrivate le piogge a spezzare il fronte a partire da metà agosto, ritardando di qualche settimana la vendemmia. Da lì in poi si sono registrate temperature più alte della media, ma non esagerate, con buone escursione termiche nel mese di settembre e apporto idrico sufficiente a compensare lo stress.

Il risultato è un’annata che nel calice piace non poco: più immediata della ‘21, anche se un po’ meno performante in prospettiva. Simile alla 2015 per ricchezza, con vini caldi, incentrati su di un frutto scuro e più maturo del solito, ma senza eccessi di concentrazione e, soprattutto, con acidità sufficiente a tenere l’impalcatura in piedi.

Sul fronte delle tanto osannate U.G.A. si nota il primato di Radda, seguita da Lamole, quindi un’altra zona fresca, con un exploit inaspettato di San Casciano, zona che, un po’ come Verduno in Langa, sta venendo gradualmente alle luci della ribalta dopo essere stata in secondo piano per tanti anni.

Ma, per il resoconto completo, vi rimandiamo al report completo su di una nuova testata internazionale che, nei prossimi mesi, scorrerà parallela a Sommelier Life, con report settimanali su tutte le grandi denominazioni firmati da Raffaele Mosca. Lo trovate qui:

LEGGI IL REPORT COMPLETO SUL CHIANTI CLASSICO DI RAFFAELE MOSCA PER FILIPPOBARTOLOTTA.COM  (COMING SOON)

Ecco i migliori vini otto Chianti Classico 2022 assaggiati da Pablo Roberto Frascona e Raffaele Mosca a Chianti Classico Collection 2024:

Calcamura 

Non eccezionalmente espressivo, ma classico nei ricordi terrestri e di frutti aciduli. Succoso di frutto, con tannino morbido e freschezza ben profilata che conduce il finale tonico e croccante. P.R.F.

90/100

Capraia

Naso delicato, con note balsamiche che si alternano a un frutto rosso vivo e croccante a toni minerali. Tannino giovane, ma ben integrato; grande freschezza che conduce i giochi fino al finale slanciato, ma anche equilibrato. P.R.F.

90/100

Carpineta Foltalpino

Ciliegia scura e leggere note di arancia sanguinella, qualche soffio di spezia e legno arso a completare. Tannino potente e un po’ ruvido come da canone per Castelnuovo Berardenga, ma anche buon frutto e bella pienezza nel finale equilibrato. P.R.F.

90/100

Castello di Ama

Fresco, lineare, tutto incentrato su profumi raffinati di ciliegia e fiori rossi. Fin troppo giovane, con tannino scalpitante che corruga appena un sorso comunque tonico e fluido, fresco e di ottima lunghezza. P.R.F.

91/100

Istine

Il purosangue raddese di Angela Fronti si concede poco in questa fase: è tutto centrato su ferro, legno arso e melagrana. Ma la bocca e già godibilissima: in bilico tra ciliegia croccante e arancia sanguinella, austera e allo stesso tempo aggraziata, con chiosa sapida che chiama il bicchiere successivo. R.M. 

91/100

Cigliano di Sopra

Profumi di frutti leggermente sotto spirito s’intrecciano con sfumature eleganti di erbe officinali e fiori rossi. Pieno, ma anche slanciato, con tannino che asciuga appena, finale lungo e coerente con l’olfatto. Molto elegante. P.R.F.

92/100

Monteraponi

Appena più espressivo e aperto rispetto alle versioni delle annate migliori, con sfumature terrose e ferrose che lasciano il posto a melograno, liquirizia e violette. Tonico, mordente, austero senza essere scomposto, darà il meglio di sé tra qualche anno, ma possiede già  equilibrio sufficiente per abbinarsi a una succulenta bistecca alla fiorentina. R.M.

93+/100

Riecine

Eleganza e profondità all’unisono nel vino quintessenziale di un’azienda iconica, incentrato su toni freschi ed immediati di lamponi e fragoline su sfondo ematico e balsamico. Succoso e snello, incentrato sull’arancia rossa e menta, con dinamica irresistibile in questo momento per fluidità ed equilibrio. Buonissimo adesso e ancora meglio tra un paio d’anni. R.M.

94/100

 

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