E se il Pinot Nero toscano fosse il nuovo vino di tendenza? Conosciamolo con Ventisei de Il Rio

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Se fossi un vignaiolo toscano, cercherei un appezzamento ad alta quota dove piantare del Pinot Nero, che sia nel Mugello, nel Casentino o anche in qualche zona fresca e poco battuta della provincia meno di Siena.

Questo perché di Pinot Nero buono a prezzi umani ce n’è sempre meno nel mondo e, per quanto le versioni toscane non abbiano la finezza della Borgogna o dell’Oregon, la qualità è sempre discreta e, soprattutto, riescono a smarcarsi dagli stereotipi, lasciando intuire ricerca di un’identità regionale oltre che varietale. Prendete questo del Il Rio: scambiabile per un Sangiovese d’altura per i profumi di drupe croccanti, alloro e resina di pino e per la nota ematica che attraversa la bocca, se non fosse che il tannino è quello sottilissimo dell’uva borgognona. Centrato e perfettamente in linea con il gusto di chi beve Pinot, ma lontano dalla solita emulazione maldestra della Borgogna. Fa piacere trovarlo – e trovare etichette di simile impostazione – in parecchie carte dei vini di livello a Roma e dintorni. Confido che non si tratti solo di una tendenza fugace, ma di un filone che andrà a consolidarsi nel tempo.

Il Rio – Ventisei Pinot Nero Toscana 2019 

Punteggio: 92/100

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