Continuo a pensare che i bianchi affinati in legno o tenuti sulle fecce fini per un bel po’ di tempo siano i vini più gastronomici sulla faccia della terra.
Ne è stata la riprova questo Lugana Riserva stappato al ristorante La Carbonara a Roma. Il colore è un paglierino molto luminoso con riflessi dorati, preludio ad aromi precisi e accattivanti di limone candito e melone maturo, pietra focaia e accenti balsamici con fondo di nocciola e giusto un pizzico di spezie da rovere. Ottimo per equilibrio tra freschezza e struttura piena e cremosa data dalla sosta prolungata in barrique e tonneaux. Finale lungo su iodio e frutta estiva alternati a creme bruleè. Perfetto con tagliolini al tartufo bianco e saltimbocca alla romana con funghi porcini arrostiti.
92/100


Sul ristorante: fa piacere trovare una cucina così curata, abbinata peraltro ad una carta dei vini variegata e di buona profondità, in uno dei punti più turistici della capitale. Il locale ha tratto molto giovamento dal rinnovamento degli ambienti nel periodo del lockdown e dal passaggio del testimone alle nuove generazioni. Vale la sosta.








