Di Merlot sorprendenti ne ho assaggiati diversi in tempi recenti: per esempio i grandi blasoni – non tutti in purezza – del Judgement of Cortaccia (qui l’articolo). E poi la ‘20 e la 21’ di Messorio di Le Macchiole, recensite sul mensile di Gennaio del Gambero Rosso. Ma se quei vini rimangono comunque abbastanza varietali – per quanto notevolmente alleggeriti e molto eleganti – qui il vitigno è stato spodestato dal territorio, al punto che diventava quasi difficile individuarlo alla cieca.
Il Galatrona 2021 di Petrolo era parte di un trittico di vini versati in una degustazione bendata alla prima edizione di Valdarno di Sopra Days, ultimo appuntamento della settimana delle anteprime toscane.
Stretta tra la catena dei monti del Chianti e il Monte Pratomagno, con altitudini un po’ più basse rispetto alla zona del Gallo Nero e un clima ancor più continentale, questa zona è costante nel dare vini generosi, eloquenti, ma, nei migliori casi, dotati anche di freschezza sufficiente per essere relativamente scorrevoli.
Unica denominazione interamente biologica, nata nel 2011 sul calco dell’areale già delineato del famoso editto di Cosimo De Medici, la DOC Valdarno di Sopra permette ben 44 tipologie, ma i vini “icona” di questo territorio – quelli che strappano punteggi da capogiro dalla critica internazionale, a partire da James Suckling, che in zona ha il suo ufficio italiano – sono quasi tutti etichettati come Toscana IGT. Galatrona non fa eccezione, anche se si discosta molto dal solito stile dei Supertuscans della vecchia guardia, allineandosi piuttosto con quello 2.0 raccontato in un altro articolo di ottobre scorso su Decanter.
La 2021ha un incipit elegante di felce, chinotto, rosa rossa e e legni balsamici, con giusto qualche riferimento “bordolese” di legno di cedro e cioccolato fondente in sottofondo. La differenza rispetto ai due vini che lo affiancano – in cui è protagonista assoluto il Sangiovese – la si può intuire dall’espressione più ricca del frutto. Ma l’acidità è straordinariamente tonica, il tannino ruggente e rinvigorente; la sensazione è di energia più che di potenza, anche nel finale scandito da ritorni di iodio e arancia sanguinella.
Poche ore dopo abbiamo provato – questa volta senza bende – anche il Galatrona ‘22: più cupo ed ermetico al naso, forse non raggiungerà mai le stesse vette espressive; ma il tannino “sangiovesizzante” gli dà grinta e conferma la ricerca di un’identità territoriale.

Gli altri vini meritevoli di attenzione dalla Valdarno di Sopra
Galatrona non è l’unico vino importante da uve internazionali di questa zona: tra i miei preferiti figura Il Caberlot 2021 di Podere Il Carnasciale, ottenuto da un vitigno rarissimo che è un incrocio spontaneo di Cabernet Franc e Merlot. Poche magnum per un Supertuscan di splendida eleganza, antesignano della rivoluzione “verde” del Cabernet Franc con il suo profilo soave, arioso, appena vegetale ma non erbaceo. Bene anche il Campo Lusso Valdarno di Sopra DOC 2022 di Petrolo: da uve Cabernet Sauvignon, è più austero e sostanzioso del Galatrona, ma sempre dinamico e preciso. Poi ci sarebbe Oreno di Tenuta Sette Ponti, che, però, non è stato presentato in quest’occasione.
Tra i Valdarno di Sopra doc a base Sangiovese segnaliamo, oltre al dinamico, quasi “chiantigiano” Boggina B 2021 di Petrolo, il Vigna Ruschieto 2020 di La Salceta: esplosivo sul frutto e sul fiore rosso, ma con acidità che mette a bada la massa e garantisce tempra e rigore. Brunelleggiante il Vigna dell’Impero 2020 di Tenuta Sette Ponti: abbina un timbro scuro e terroso a buona freschezza e presa tannica da manuale; forse non raggiunge i picchi della ‘19 recensita dal sottoscritto su Decanter l’anno scorso, ma ha equilibrio superiore alla media e materiale giusto per l’invecchiamento. Opposto per dinamica, succoso e compiuto nella sua semplicità, l’Ottatandue 2022 de Il Carnasciale: già dal colore sembra strizzare l’occhio a un rosato carico, tipo Cerasuolo. Sulla stessa linea il Sortito Sangiovese IGT 2022 di Fattoria Fazzuoli: l’affinamento in cemento e acciaio garantisce purezza del frutto e facilità di beva.
Ci sarebbero anche i bianchi… ma per ora sono migliorabili, fatta eccezione per i Trebbiano dei soliti noti, ovvero il Vigna dell’Impero Bianco 2023 di Tenuta Sette Ponti, di impostazione garbatamente internazionale, e il Boggina A 2021 di Petrolo, con una vena ossidativa intrigante supportata da giusta freschezza. Curioso – ma non di più – l’Orpicchio 2024 di La Salceta, prodotto con omonima varietà quasi estinta che mantiene acidità altissime e alcol basso – 11 gradi! – anche in stagioni molto torride.
I punteggi dei vini della Valdarno di Sopra:
Petrolo – Galatrona 2021 – 97/100
Petrolo – Galatrona 2022 – 93/100
Podere Il Carnasciale – Il Caberlot 2021 – 96/100
Petrolo – Campo Lusso 2022 – 94/100
Tenuta Sette Ponti – Vigna dell’ Impero Valdarno di Sopra Sangiovese 2020 – 93/100
La Salceta – Valdarno di Sopra Sangiovese Vigna Ruscheto 2020 – 92/100
Podere Il Carnasciale – Valdarno di Sopra Sangiovese Ottantadue 2022 – 91/100
Fattoria Bellosguardo – Toscana Sangiovese Sortito Igt 2022 – 90/100
Tenuta Sette Ponti – Vigna dell’ Impero Bianco Toscana 2023 – 92/100
Petrolo – Boggina A Toscana Bianco 2021 – 93/100
La Salceta – Orpicchio 2024 – 88/100








