Di Chianti Classico si parla spesso tra gli appassionati, anzi è forse il vino che ha più presa sulla nicchia degli enonerd italiani in questo momento. Di tutto quello che riporta lo stesso nome, ma senza la dicitura classico, più o meno mai.
Eppure c’è un mondo al di fuori della zona storica, ben rappresentato dall’anteprima Chianti Lovers, che abbraccia intere province e sforna milioni di bottiglie ogni anno. In larga parte distribuite fuori dai circuiti preferiti da noialtri: nella grande distribuzione organizzata, in paesi lontani dove Chianti è sinonimo di vino italiano, oppure direttamente ai turisti che frequentano gli agriturismi sparsi tra le colline toscane. Vini che, per via della vastità del territorio e delle differenze di approccio produttivo, non possono offrire un’uniformità qualitativa o stilistica. Quelli semplicemente etichettati come Chianti e Chianti Riserva sono tendenzialmente semplici, a volte un po’ generici nella loro espressione del varietale del Sangiovese, anche se esistono delle eccezioni. Quelli che, invece, riportano una sottozona specifica raccontano tutt’altra storia: la Rufina è sicuramente il territorio che sforna i vini più interessanti, di accattivante delicatezza, ma forse esula dal mare magnum del Chianti e meriterebbe un discorso a parte. I Colli Fiorentini sono ancora in cerca di un’identità: eppure qualche vino meritevole di menzione lo si trova, e spesso sembra un ponte di raccordo tra le zone fiorentine del Gallo Nero e il resto della provincia. Montespertoli ha margini di crescita, ma quest’anno a Chianti Lovers non erano presenti abbastanza campioni per averne la certezza. Montalbano, Colli Aretini e Colli Senesi fungono da denominazioni di ricasco per Carmignano, Valdarno di Sopra, Montepulciano e Montalcino.
Il Morellino di Scansano cresce
La manifestazione Chianti Lovers è da tempo accorpata a Rosso Morellino, panoramica dedicata al vino scansanese. Ed è da qui che vengono le migliori sorprese: il Sangiovese Maremmano par excellence ha fatto grandi passi avanti negli ultimi tempi. Di vini caldi e scomposti oppure diluiti se ne vedono sempre meno. Diversi, invece, quelli che offrono un’espressione solare e relativamente disimpegnata del Sangiovese, con una delicatezza del tannino e una facilità beva tutto meno che scontate.
Il problema è che all’anteprima sono stati presentati quasi solo campioni di botte o di vasca. E allora mi limito a segnalare i più interessanti i più validi tra i 2024 rimandando il giudizio finale alla fase post-imbottigliamento: Fattoria Le Pupille e Sassato di Provveditore su tutti per l’eleganza e la vivacità della beva; poi Antonio Camillo, Poggio Argentiera, Terenzi e la Riserva 2022 di Bruni.
Qui i cinque Chianti più convincenti da Chianti Lovers 2025:
Lanciola – Chianti Colli Fiorentini 2023
Vino d’entrata di un’azienda che produce anche Chianti Classico a Greve. Il profumo è fresco di ribes, fragolina ed erbe aromatiche. Il sorso è semplice, ma equilibrato, morbido quanto basta per star bene con un piatto di spaghetti al pomodoro.
88/100
Torre a Cona – Chianti Colli Fiorentini Crociferro 2023
Si sale di complessità con un vino che fa un passaggio parziale in botte grande e ha un naso appena più ricco, terrestre e speziato oltre che di frutti di rovo freschi. Coerente al palato, con un tannino scalpitante e un guizzo di arancia sanguinella sul fondo che lo avvicinano a nostri classici canoni estetici per il Sangiovese.
90/100
Villa Saletta – Chianti Superiore 2023
Rara versione dall’entroterra pisano: in affinamento, ma già promettente. A un naso di buona eleganza, tra frutti rossi dolci e accenni boschivi, fa seguito una bocca di ottima freschezza e struttura piena al punto giusto, con un finale preciso che invita al sorso successivo.
90/100
Castelvecchio – Chianti Colli Fiorentini Riserva 2022
Da vigne subito fuori dal Chianti Classico, il profumo riporta proprio alla zona di San Casciano, che è dall’altro lato del fiume Pesa, con accenni di felce e alloro che incorniciano ciliegia e mora. Energico, mordente, con più materia per l’invecchiamento degli altri di questa cinquina. Ritorni finale di iodio e agrume garantiscono l’effetto sgrassante e chiamano le paste ripiene.
91/100
Villa Tavignoli – Chianti Rufina 2023
Un Rufina didattico: profumato di susina e violetta con qualche accenno silvestre. Delicato ma non diluito, fresco di erbette e ribes selvatico, con un finale balsamico di buona eleganza. Per 10 euro online è quasi un affare!
91/100








