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Sesso a tre in attesa del vino: la pubblicità shock di Winelivery

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Mettere insieme vino e sesso equivale a vincere facile, ma il grido allo scandalo bisogna tenerlo in conto. Doveva prevederlo il reparto marketing di Winelivery, il JustEat del vino, che ha mandato in onda in tv e su Youtube uno spot in cui i protagonisti fanno sesso a tre in attesa della bottiglia. Come potevasi prevedere, la reazione dell’ associazione dei telespettatori è stata furiosa.

Il menage à trois è ancora un tabù? A quanto pare si, anche se viene rappresentato nella maniera più pudica e meno volgare possibile. Lo si evince dalla notizia, battuta da Dissapore, della risposta molto pesante dell’Aiart, l’ Associazione Italiana Telespettatori, allo spot che vi mostriamo qui sotto:

Niente nudo, niente volgarità, solo esplicite referenze alla famosa scena del menage a trois nel film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick, che potete vedere sul canale Youtube: https://youtu.be/0hHd716ZZqo

Eppure, Giovanni Baggio, presidente dell’Aiart, c’ha visto del marcio: “questa campagna – ha detto a Dissapore – oltre a non essere idonea alla fascia protetta, mette in scena in maniera demenziale le relazioni umane; riduce la donna a oggetto sessuale e vìola i diritti dei minori”. Sulla questione di minori si potrebbe anche essere d’accordo, perchè in effetti il messaggio è abbastanza esplicito, ma sulla mercificazione della donna sorge qualche dubbio. Valentina Dirindin, editor del portale gastronomico, afferma a questo proposito: “Non c’è una singola scena di nudo nella pubblicità e la donna ha esattamente lo stesso ruolo dell’uomo, se non per il fatto di essere in superiorità numerica. Perché ecco, il pregiudizio è proprio questo. Pensare che due donne non possano partecipare a un terzetto in maniera consenziente e che se lo fanno siano oggetto dello sfruttamento dell’uomo che coordina il tutto è – questo sì – un tantino maschilista.”

Quel che emerge, in fin dei conti, è proprio ciò di di cui si parlava in quest’altro nostro articolo su vino e sesso, ovvero il problema della retorica moralista che permea ancora tutti gli ambiti della cultura europea, dalla televisione alla sanità. Il sesso è ancora un tabù, il vino non ne parliamo: se si beve più di un bicchiere e mezzo si diventa dei delinquenti, dei depravati. Il risultato è che no, i nostri figli non sono capaci di pensare, di scegliere i propri valori e di comprendere che tutto fa bene – allo spirito e al corpo – se non si esagera. E il risvolto è tutto l’opposto di ciò che questi signori benpensanti vorrebbero far credere: la diseducazione regna e ciò che viene nascosto – per esempio una “cosa a tre” in attesa del vino – diventa un feticcio per i giovani, adolescenti in primis, che poi sono costretti a vivere tutto clandestinamente e, ovviamente, tendono all’esagerazione.

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