Richard Geoffroy da Dom Perignon a Bellavista: lo chef de cave sbarca in Franciacorta

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Una notizia incredibile che ci riempie di gioia: il più grande “assembleur” del mondo, un’icona non solo per la Champagne, ma per tutta l’enologia mondiale, ha accettato la proposta di collaborazione del gigante franciacortino.

Richard Geoffroy, già chef de cave di Dom Perignon e ideatore del Sake IWA, prende il posto di Mattia Vezzola alla guida di Bellavista, l’azienda della famiglia Moretti ad Erbusco (BS). La voce girava da un paio di giorni ed è stata confermata dall’azienda. “È giunto il momento di tracciare un nuovo percorso per l’azienda – si legge in una nota della cantina franciacortina – Richard aiuterà l’enologa di famiglia ad acquisire tutte le competenze, sia umane sia professionali, necessarie a guidare Bellavista verso il futuro”.

Erede di una dinastia di vigneron attiva da secoli nella Champagne, Richard è l’inventore delle Plenitude, le versioni “super-premium” di Dom Perignon maturate sui lieviti per decenni. In un’intervista realizzata da Raffaele Mosca per conto di Luciano Pignataro Wine & Food Blog, lo chef de cave spiegava di aver lasciato Dom Perignon per evitare la “fossilizzazione”. ” Sarò sincero – riferiva a Raffaele Mosca – da Dom Perignon ero nella mia comfort zone, non avevo più lo stimolo, l’impulso creativo che serve per innovare. Avevo bisogno di una nuova avventura, ma chiaramente, dopo essere stato lì per 28 anni, non avrebbe avuto senso ricominciare da capo in un’altra azienda vinicola. Se avessi potuto, mi sarei buttato nel mondo dell’architettura – altra mia passione – ma in quel campo non c’è spazio per l’ improvvisazione. Pertanto, ho scelto il sakè, un prodotto che mi ha sempre affascinato, che è nel DNA del Giappone e che ritengo sia il nuovo orizzonte del bere bene.”

Ora lo aspetta una nuova avventura: ai viaggi in Giappone dovrà alternare quelli nel comprensorio più importante per la spumantistica italiana. Non sappiamo francamente cosa verrà fuori da questa collaborazione, ma di una cosa siamo certi: la Franciacorta è destinata a cambiare radicalmente volto.

L’INTERVISTA A RICHARD GEOFFROY

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