La biodinamica bocciata in parlamento: gli scienziati affossano la legge

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Via la biodinamica dalla legge sul biologico. Gli scienziati vincono la loro battaglia contro la “stregoneria”, ma, in questo modo, affossano una manovra indispensabile per il bene dei nostri agricoltori.

L’agricoltura biodinamica esce dalla legge sulla tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare. L’assemblea di Montecitorio ha approvato alla quasi unanimità gli emendamenti di Riccardo Magi (+ Europa), che eliminano ogni riferimento alla biodinamica nel testo. La battaglia contro le “pratiche magiche” era stata portati avanti con grande determinazione dalla comunità scientifica, rappresentata in senato dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. Critici nei confronti della biodinamica erano stati anche il premio Nobel Giorgio Parisi e il virologo Roberto Burioni. Quest’ultimo, in occasione dell’intervista alla senatrice Cattaneo a Che Tempo Fa, l’aveva additata come “stregoneria”.

I principi quotidiani nazionali parlano di vittoria della scienza, ma la verità è un’altra. A differenza di quanto affermato da molti oppositori, il decreto nella sua versione originale non prevedeva una vera e propria equiparazione tra biologico e biodinamico, ma solo una legittimazione di quest’ultima pratica in quanto rispettosa dei principi del biologico. Su questo punto si era espresso il professor Michele Fino dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che in un video aveva spiegato: ” La narrazione è inconsistente. Non esiste reale equiparazione tra biologico e biologica nel regolamento UE, al quale la legge si rifà. C’è stato un totale misunderstanding da parte del legislatore. Il ddl non assegna fondi ai produttori biodinamici in quanto tali, ma solo in quanto agricoltori biologici.”

Il rischio, a questo punto, è che, per perorare una battaglia scaturita da una formula controversa del legislatore, si finisca per affossare una legge indispensabile per il nostro comparto produttivo. ” Visti i tempi della legislatura – spiega la promotrice del ddl Maria Chiara Gadda (Italia Viva) – significa affossare una legge che le nostre aziende meritano visti i risultati e la qualità premiata in tutto il mondo”.

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