Il vino batte la finanza: i fine wines sono stati il migliore investimento nel 2022

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Il mercato dei wine fines – ovvero dei vini più pregiati del mondo – continua a riservare sorprese. Nel 2022, anno nero per i mercati azionari, hanno battuto l’oro e gli indici finanziari come l’S&P500 e il FTSE100, che hanno patito la volatilità estrema degli ultimi negli ultimi mesi. Lo si legge in un rapporto di Cult Wines.

(Fonte: The Drinks Business)

Gli indici che tracciano l’andamento dei fine wines hanno chiuso il 2022 rialzo del 20,54% nell’arco dei 12 mesi, si legge nel rapporto di fine anno, in contrasto con le forti perdite dei mercati azionari e obbligazionari globali. “I portafogli tradizionali 60-40 hanno sofferto  la volatilità in un contesto di inflazione ai massimi da molti decenni, di prezzi energetici in crescita, di deterioramento della crescita economica e di tensioni geopolitiche”, si legge nel rapporto rilanciato da the Drinks Business.

“Il 2022 è stato un anno difficile per l’S&P 500, che ha registrato un calo del 18,11%, il peggiore dal 2008 (-38,49%). Il FTSE 100 ha ottenuto un modesto guadagno, chiudendo l’anno al 4,70%”.

Nel frattempo, il vino pregiato è rimasto in buona salute anche nell’ultimo trimestre dell’anno (con un aumento dell’1,54% nel periodo di tre mesi), nonostante le continue preoccupazioni economiche e la volatilità dei mercati finanziari più ampi, quando “il ritmo dell’apprezzamento si è attenuato tra le preoccupazioni per il costo della vita e la recessione nelle principali economie”. Di conseguenza, si prevede che gli investitori “continueranno a cercare asset reali come il vino pregiato nel 2023 e oltre, dato che l’inflazione rimane ai massimi di molti decenni in molti Paesi”.

Quali sono i vini che crescono di più

Come da trend già consolidato da anni, la Borgogna ha registrato i guadagni più consistenti: l’indice Cult Wines Burgundy è salito del 31,31% nel corso dell’anno, diventando così la regione più performante nel 2022, seguita dalla Champagne, che è salita del 19,35%.

Per esempio, i primi dieci vini del 2022 provengono tutti dalla Borgogna e dalla Champagne, con Cedric Bouchard, Roses de Jeanne Cote de Val Vilaine che ha registrato un impressionante aumento del 160%, seguito da Cedric Bouchard, Roses de Jeanne con il 1240%, con

La società d’investimento specializzata in fine wines ha riferito che tra i vini più performanti del suo Cult Wines Global Index, ci sono Cedric Bouchard, Roses de Jeanne Cote de Val Vilaine (con un impressionante aumento del 160%), Cedric Bouchard, Roses de Jeanne, in crescita (124,90%), e Les Ursules Blanc de Noirs, con un aumento del 13,1%. Un altro Champagne nella top ten, Egly-Ouriet, Brut Millesime Grand Cru, ha registrato un aumento medio del 111% ed è l’unico Champagne a raggiungere una crescita a tre cifre in più di tre annate.

 

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