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Fiano di Avellino e Greco di Tufo Riserva: non più un sogno, ma una solida realtà

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Avevo intervistato il presidente del Consorzio Vini d’Irpinia Stefano Di Marzo per Vinosano.com nel maggio scorso e gli avevo chiesto a che punto fosse l’iter per l’introduzione della tipologia Riserva per Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Mi aveva risposto: “ll Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia ha sollevato al MIPAF una richiesta di modifica dei disciplinari di Greco di Tufo e Fiano di Avellino per introdurre la tipologia Riserva. Credo e spero che entro la prossima vendemmia riusciremo a portarla a casa.”

Per una volta nella storia della burocrazia italiana, non ci sono stati ritardi: Fiano e Greco Riserva non sono più un sogno, ma una solida realtà. Lo riferisce il Consorzio in un comunicato stampa pubblicato da Luciano Pignataro Wine Blog. Questo è il testo:

Nella Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 2020 sono stati pubblicati i decreti del 13 ottobre 2020 con cui il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha approvato le modifiche ordinarie ai disciplinari di produzione dei vini a DOCG “Taurasi”, “Greco di Tufo” e “Fiano di Avellino”.  Tra le modifiche vi sono quelle che introducono per i due bianchi di pregio irpini la categoria “Riserva” ed anche la riserva per lo “spumante di Greco di tufo”, menzione questa notoriamente già detenuta dal rosso “Taurasi”.

Le modifiche si applicano alle giacenze di prodotti provenienti dalle vendemmie 2019 e precedenti, nonché a quelle successive a partire dal 1° novembre di ogni anno, per un tempo di affinamento non inferiore ai dodici mesi, e aventi i requisiti stabiliti dal disciplinare allegato al provvedimento legislativo.

Per lo Spumante di Greco di Tufo DOCG Riserva, il prodotto deve essere ottenuto ricorrendo esclusivamente alla pratica della rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico.

 La domanda di modifica dei disciplinari fu presentata tre anni or sono per il tramite della Regione Campania su istanza del Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia, in conformità con la procedura prevista dal decreto ministeriale 7 novembre 2012.

Le modifiche di competenza nazionale sono state in questa tornata approvate, mentre quelle di rilievo comunitario proseguiranno l’iter secondo prassi.

Membri del Consiglio di Amministrazione e soci del Consorzio si sono impegnati, anche con la collaborazione della Regione Campania, affinché si conseguisse questo importante risultato, che premia in particolare la straordinaria longevità dei nostri due bianchi, al fine di rafforzare la percezione dei valori della filiera vitivinicola irpina.

Il Consorzio auspica che questo primo obiettivo, in uno con gli sforzi che gli operatori irpini compiono quotidianamente a sostegno e nel nome del prestigio delle nostre produzioni, contribuisca ad accrescere la reputazione e il valore dei vini d’Irpinia, soprattutto in un momento così delicato e incerto.

Ogni sforzo compiuto in questi anni, d’altronde, è stato convergente verso il primario obiettivo di favorire lo sviluppo di un’agricoltura attenta alla qualità e autenticità delle produzioni e alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, nel nome di un’Irpinia sana e vera.

In tale direzione proseguirà anche in futuro l’azione strategica del nostro sodalizio.

Per ora si tratta solo di una mezza vittoria, perché, come nel caso del Prosecco Rosè, bisognerà aspettare il via libera dall’ Europea per vendere Fiano e Greco Riserva anche all’estero. In ogni caso, ritengo che l’introduzione di questa categoria sia un vero e proprio toccasana per il comparto irpino, che paga lo scotto dei tanti, troppi vini “acerbi” messi sul mercato a distanza di pochi mesi dalla vendemmia. In questo modo, chi uscirà più tardi con i propri vini potrà distinguersi ed ottenere il riconoscimento – anche economico – che merita.

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