Addio a due grandi personaggi del vino mondiale: Luciano Sandrone ed Erick de Sousa

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Lutto nelle Langhe e in Champagne. Due grandi del vino mondiale sono scomparsi nella giornata di ieri.

Addio a Luciano Sandrone, grande innovatore di Langa 

Si è spento Luciano Sandrone, grande pioniere di Langa, nella cerchia degli innovatori passati alla storia con il nome di Barolo Boys. ” Sandrone è stato un nome di assoluta eccellenza nel mondo del Barolo, oltre che sinonimo di qualità riconosciuta a livello internazionale – si legge nel comunicato di Adnkronos – Insieme alla sempre presente moglie Mariuccia, alla figlia Barbara ed al fratello Luca, enologo della cantina. Ci ha regalato, a partire dalla mitica vendemmia del 1978, vini dallo stile inconfondibile, e una storia di famiglia passata di generazione in generazione fino ai nipoti Alessia, Stefano e Giacomo, entrati in azienda a piccoli passi per imparare l’arte e raccogliere l’eredità di nonno Luciano.”

La scomparsa di Erick De Sousa, celebre produttore di Champagne

Il mondo del vino francese è in lutto per la morte prematura di Erick De Sousa, scomparso all’età di 59 anni, scomparso prematuramente nella giornata di ieri. A darne la notizia in Italia è l’esperto Alberto Lupetti, che su Instagram scrive: “Oggi vorrei ricordare in maniera più personale Erick De Sousa. Un amico, prima di tutto, un vero amico. Lo conosco ‘soltanto’ da una decina di anni, ma è nata subito un’istintiva simpatia, tra Erick e il sottoscritto, che nel giro di poco è sfociata in una bellissima amicizia. Ricordo le degustazioni in cantina, con Erick che iniziava a degorgiare à la volée e non si fermava più, i nuovi vini all’inizio di ogni nuovo anno, con Erick che mi portava da una barrique all’altra. Poi le visite in vigna, la degustazione indimenticabile nella ‘Cave Oubliée’, con l’illuminazione dei soli cellulari, le cene a casa. Ecco, in una di queste, a novembre 2020, dopo avermi invitato a dire la mia sui suoi vini nel corso dell’evento per i 10 anni di Bio, mi confessò la malattia. Quando l’ho rivisto più tardi, dopo l’operazione, sono rimasto stupito dalla sua forza d’animo. Non poteva parlare, ma a vederlo non avresti mai detto che avesse passato quello che aveva passato.
Questa sua forza d’animo mi ha fatto riflettere su quante cose frivole della vita ci lamentiamo…
Però, più di tutto, mi ha stupito la sua serenità. Erick aveva sistemato la trasmissione generazione con i tre figli e sapeva che i tre, ciascuno con il proprio compito, avrebbero portato avanti la sua opera con fraterna collaborazione.
Tuttavia, vedendolo così energico, così positivo, pensavo fosse in ripresa ed ero certo superasse anche la ricaduta che poi ha avuto… Ricordo gli occhi umidi di Michelle, la moglie, quando da solo le chiedevo come andasse veramente Erick… quegli occhi umidi avrebbero dovuto suonare per me come un campanello di allarme, invece la forza di Erick mi teneva su pensieri più positivi. Con il senno di poi, sono contento di essermi sbagliato, perché conservo un ricordo unico di Erick… Un abbraccio forte a Michelle, Charlotte, Julie e Valentin. Et à toi, mon cher ami, bon voyage!”.

 

 

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