Proviene da vigne ad oltre 500 metri d’altura in una zona a metà strada tra Orvieto e Lago Trasimeno, dove la vite è una coltura molto marginale e l’assenza di aziende confinanti permette di operare in “biologico assoluto”.
Il profilo è da vino d’altura, forse comparabile a quello di certi Sangiovese di Modigliana e dintorni, con fragole selvatiche ed erbe officinali a primeggiare, seguite da fiori in appassimento, china e giusto un pizzico di tostatura. Agile e di grande beva, con tannino lieve e acidità guizzante a condurre i giochi, retro-olfatto balsamico e sottilmente speziato di bella soavità. Snello, ma non diluito, sgrassante e quindi perfetto per la cucina regionale: strangozzi alla norcina in primis. Lo trovate in enoteca oppure online per circa 25 euro.









