Iodato ancor prima che dolce, con toni di zafferano, propoli, albicocca sciroppata, scorza di limone candita, finocchietto selvatica e pietra focaia. Sapido più che dolce, in perfetto equilibrio tra durezze e residuo zuccherino e per questo capace di spaziare dai formaggi ai dessert, passando per i piatti piccanti. L’ennesima della mano fatata di Antonino Caravaglio, uno dei più grandi vigneron isolani.









