Le vigne sono tutte piantate ad alberello e le più vecchie hanno più di 130 anni. Le uve vengono trattate esattamente come a Pantelleria: vendemmiate leggermente in anticipo e lasciate essiccare al sole, forgiano un vino ambrato con un naso ipnotico. Lavanda, nocciole, uva sultanina e canditi, refoli balsamici che rinfrescano, un soffio di curcuma e un’idea iodato. Dolcissimo – quasi paragonabile ad un Eszencia ungherese per densità mielata e viscosa – ma con contrafforte salino che stempera e dona equilibrio fenomenale, un accenno vegetale e addirittura un guizzo di agrume nella chiusura lunga e profumatissima. La demonizzazione insensata degli zuccheri ha messo in ginocchio il comparto dei vini dolci, ma etichette come queste ti fanno venir voglia di berne ogni giorno









