Da una vigna di Trebbiano Toscano a 450-500 metri in quel di Gaiole, una parte della massa fermenta sulle bucce per mesi e un’altra è vinificata in bianco. Il risultato è sorprendente: il colore è dorato più che propriamente orange, e il naso è incentrato su sfumature evolutive allettanti di zafferano, nocciola, scorzetta d’arancia candita, qualche spunto terroso e fumè. Quasi un rosso travestito da bianco, con rimandi fenolici che rendono la bocca asciutta e grintosa, accenni di iodio, terriccio e un filo di idrocarburo ad arricchire una chiusura piena che invoglia ad abbinarlo con uno spezzatino di vitella o un pollo alla cacciatora.









