Forse proprio per via dell’annata estremamente classica, gioca su note scure, terrose e sanguigne, che preannunciano un sorso di somma freschezza e vitalità, ma con un’acidità tutto meno che levigata e un tannino che si fa sentire il giusto. Sopra la media anche in termini di persistenza, funziona discretamente a tavola da subito, ma onestamente penso che meriterebbe il riposo in cantina più di tante etichette con pretese diverse. E’ il miglior Barbaresco che ho assaggiato quest’anno? Assolutamente no, ma di certo è tra i più performanti a rapporto qualità-prezzo e praticamente imbattibile se si considerano tiratura e reperibilità su scala globale!









