Paradossalmente più giovanile del ‘20 e molto vicino ad un grande bianco di Borgogna per combinazione di dolcezze – agrumi canditi, propoli, fiori gialli, ricordi di cioccolato bianco e zuppa inglese – e sfumature di iodio e pietra focaia in crescendo. Magnifico per tensione e contestuale pienezza: un proverbiale pugno di ferro in guanto di velluto, con impeto acido-sapido trascinante a sostenere l’allungo cremoso, interminabile e di purezza cristallina.









