Quest’azienda esordiente ha sede a pochi chilometri dalla Scala dei Turchi; il Nero d’Avola cresce a 40 metri sul mare, su di una piana che, però, è ricca di calcare bianco che – per ragioni non facilissime da spiegare – riesce a tenere a bada la vigoria della pianta e favorisce lo sviluppo di acidità sostenuti: oltre 7 grammi/litro in questo caso. Appena più scuro del Nero d’Avola di Baglio di Pianetto, ma con bella purezza di frutto, pepe nero, erbe spontanee e un soffio di brezza marina. Ritorni di frutti neri in confettura sono smorzati da freschezza citrina e sapidità da manuale; un accenno terroso e qualche pizzico speziato siglano un finale spensierato, che chiama la parmigiana di melanzane o i maccheroni alla norma.









