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Vini da scoprire secondo Parker: tutto il contrario rispetto al previsto

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Gli anni del legno invadente e della concentrazione a tutti costosi sono finiti anche per chi quel sistema lo ha inventato e foraggiato. I vini da scoprire del 2020 secondo Wine Advocate, rivista fondata da Robert Parker, sono quanto di più lontano ci sia dagli stereotipi del vino parkerizzato.

Dei quindici vini italiani inseriti nella classifica Top 100 Wine Discoveries 2020 di RobertParker.com, solo due sono prodotti da uve internazionali e ben nove provengono da vigneti condotti in regime biologico e biodinamico. C’è n’é anche uno affinato in anfora, Phos de I Cacciagalli, e un altro che fa solo cemento: il Boggina C di Petrolo. Sorprende anche la presenza Barolo Undicicomuni di Arnaldo Rivera, progetto Ho.Re.Ca di Terre del Barolo, mentre più prevedibili erano il successo del Timorasso, vitigno in perenne ascesa, e la doppietta dell’Etna, che oramai è diventato il territorio più amato dalle penne d’oltreoceano dopo la Toscana e le Langhe.

Personalmente ritengo che da parte dei redattori di Wine Advocate ci sia stata una presa di coscienza. L’evoluzione del gusto è un dato di fatto e, a differenza di personaggi furbeschi come Luca Maroni, che il vecchio modello “legno + sovramaturazione = 99 punti” ha trovato il modo di applicarlo ai vini massificati venduti dai giganti in GDO, Monica Larner e compagni hanno preferito seguire il mercato (come, del resto, aveva fatto Parker a suo tempo). Qualcuno potrebbe di tacciarli di incoerenza ed opportunismo, ma tant’é…

Ecco i vini:

Alto Adige Valle Isarco Köfererhof Kerner 2018
Barolo Arnaldo Rivera Barolo Undicicomuni 2016
Roccamonfina I Cacciagalli Phos 2017
Colli Tortonesi Vigne Marina Coppi Colli Tortonesi Timorasso Fausto 2016
Etna Tenute Bosco Etna Rosso Pre-phylloxera Vico 2016
Etna Tasca d’Almerita Etna Rosso Contrada Sciaranuova V.V. 2016
Greco di Tufo Tenute Capaldo Greco di Tufo Goleto 2017
Langhe Nebbiolo G.D. Vajra Langhe Nebbiolo Claré J.C. 2019
Terre Siciliane Tenuta di Castellaro Nero Ossidiana 2016
Toscana Duemani G. Punto 2018
Toscana Castello dei Rampolla Liù 2018
Valdarno di Sopra Petrolo Val d’Arno di Sopra Bòggina C 2018

(Fonte: Wine news)

Al netto di tutto, mi sembra una classifica piuttosto interessante. E voi che pensate? Scrivitelo nei commenti.

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2 Commenti

  1. Più interessante di altri anni, certamente un voto in evoluzione verso il mondo più naturale, ma come dici tu, è un cambio di tendenza che in qualche modo dovrebbero spiegare, non coerente col loro passato ma più con le tendenze del presente.
    Non condivido comunque le scelte dell’Etna, che amo profondamente, forse più degli americani; se vuoi invertire la tendenza c’è molto altro e, a mio parere, molto più interessante (comunque Tenute Bosco non è male).

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