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Marcalberto – Metodo Classico Nature

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Avevo bisogno di qualcosa di fresco, mediterraneo dopo giorni di vitelli tonnati e tajarin e me ne sono andato a La Bula, unico ristorante di pesce di Bra.


Ho assaggiato i plin alla ligure, ovvero con ripieno di branzino e olive taggiasche, e mi sono piaciuti parecchio. Non so se abbia senso recensire un ristorante pseudo-ligure in Roero, ma approfondirò la questione e ci proverò in ogni caso.


Sta di fatto che il vino che ho ordinato, per quanto non proprio concordante con il piatto, mi ha lasciato interdetto. Non avevo mai assaggiato un Metodo Classico nostrano senza solfiti aggiunti e non pensavo che si potesse ottenere un prodotto così nitido e cristallino senza aggiustamenti. Marcalberto è veramente a un passo dalla Champagne: naso con la classica mela golden del Pinot noir in evidenza, cenni di yogurt al ribes e tanta pasticceria alla crema e alla frutta. Sorso dritto, sferzante e allo stesso tempo cremoso, mineralissimo nel finale tonico e preciso.


Se contenesse 200 milligrammi litro di solforosa totale, me ne farei comunque qualche bicchiere volentieri. Non penso, però, che sarebbe così puro e libidinoso se fosse solfitato. Tutto sta onestamente a vedere se rimane integro anche a fronte di tragitti più lunghi – Santo Stefano Belbo è a tre quarti d’ora scarsi di macchina dal quartier generale di Slow Food – ma sono abbastanza ottimista a riguardo, perché di solito i vini “sans soufre” che non reggono il viaggio sono quelli che hanno problemi già alla fonte.

Punteggio: 93/100

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