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L’Abruzzo dal mare ai monti: dieci vini favolosi per esplorarlo in lungo e in largo

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Dieci etichette eccezionali per esplorare una regione straordinaria, che ha messo il turbo in questo post-pandemia con una nuova iniziativa che renderà l’enoturismo molto più facile.

Dalla costa dei Trabocchi alle pergole di Loreto Aprutino, passando per l’Abbazia di Propezzano e il Castello di Semivicoli, un viaggio che ha trasceso i soliti canoni del press tour vino-centrico e ha permesso ai partecipanti di conoscere i luoghi ancor prima dei vini. Questo è stata l’Abruzzo Wine Experience. E il bello è che non si è trattato di un’esperienza “una tantum” per pochi eletti, ma di un tour che tutti potranno replicare indipendentemente grazie a un’app che è già scaricabile da App Store. Da oriundo abruzzese, sono il primo a criticare l’Abruzzo del vino perché spesso rimane indietro, fallisce nel tentativo di valorizzare le proprie eccellenze, e, invece, devo dire che con Percorsi il consorzio ha fatto un bel passo avanti in ambito enoturistico. Con un semplice click avete l’ accesso a una serie di itinerari tra mare, monti, parchi ed abbazie, e potete anche prenotare la visita in una sessantina di cantine sparse per le quattro province, molte delle quali sono a tiro di autostrada. Visto che in molti passerete per l’Abruzzo quest’estate – magari per andare al mare più a sud – vi consiglio di dare un’occhiata. E poi, se non ci passate, l’autunno è un ottimo momento per organizzare un viaggio apposito, anche perché è stagione di tartufo bianco (e vi assicuro in Abruzzo ce n’è di più e di più buono che in altre regioni che ne hanno fatto un cavallo di battaglia!).

Nel frattempo, qui trovate i report completi sulla grande degustazione delle nuove annate:

Il Montepulciano d’Abruzzo, il report completo

L’Abruzzo in bianco, 30 etichette di Trebbiano, Pecorino, Cococciola Passerina e Montonico

Il Cerasuolo d’Abruzzo ad Abruzzo Wine Experience: piccola guida al grande rosato della regione dei parchi

E questi sono i miei migliori assaggi:

Abbazia di Propezzano – Pecorino 2020

Il Pecorino nella sua accezione più classica: profumo piacevolmente aspro di iodio e timo limone, fieno, mandorla bianca, lime e pietra focaia. Sorso senza fronzoli: salmastro e tonico d’agrume, poi più morbido e tropicale nel finale di somma piacevolezza, che chiama una bella linguina ai frutti di mare. Ottimo.

90/100

Cingilia – Pecorino 2020

Dalla zona di Cugnoli, nel Pescarese, che potremmo definire il Grand Cru del Pecorino. Esordisce con una ventata di salvia e mentuccia, seguita da zenzero candito e mais, pesca tabacchiera, susina gialla. Ha la tempra, il piglio acido quasi nordico di un Riesling, ma anche il giusto corpo e un bel ritorno salino sul fondo. E’ una vera rivelazione e un passpartout per la cucina di mare

91/100

Cataldi Madonna – Montepulciano d’ Abruzzo Tonì 2017

Il millesimo non è dei migliori, ma il Tonì riesce comunque a distinguersi. Il profumo è di eucalipto e rosa, more e mirtilli, macchia mediterranea e caffè. Il gusto è succoso e sexy, ampio nei rimandi fruttati, meno complesso che nelle grandi annate, ma in perfetto equilibrio tra struttura e piacevolezza di beva. Ottimo (come sempre).

91/100

Codice Vino – Montepulciano d’ Abruzzo Torrepasso 2017

Torrefazione in prima battuta, ma il quadro è più raffinato e si arricchisce progressivamente di sfumature di rosa rossa e menta, tabacco, noce moscata, liquore ai mirtilli. In bocca seduce e conquista con il suo mix di frutto morbido, avvolgente e acidità e sapidità in lizza che rendono la dinamica avvincente. La vera rivelazione di questa batteria.

91/100

Cerulli Spinozzi – Trebbiano d’Abruzzo Torre Migliori 2018

Passa in botti usate e, al suo esordio, tira fuori un mix veramente accattivante di zafferano e crema chantilly, nocciole, agrumi canditi, pepe bianco, un cenno d’idrocarburo. Offre il connubio di struttura, cremosità e spinta acido-sapida dei migliori Trebbiano, e un tratto boschivo che fa pensare ad un abbinamento strepitoso con fettuccine al tartufo bianco e crespelle ai funghi. Eccellente!

92/100

Cirelli – Cerasuolo d’Abruzzo Anfora 2019

Scuro nel colore e decisamente ossidativo: esala profumi insoliti e affascinanti di terra bagnata e cuoio, conserva di pomodoro, gelatina di lamponi, una parvenza d’incenso. E’ ricco e avvincente, salmastro e piuttosto tannico, tridimensionale nei rimandi che spaziano dall’acqua di rose al sottobosco e che si eclissano in un lungo finale minerale e affumicato. Eccezionale.

91/100

Fontefico – Montepulciano d’ Abruzzo Cocca di Casa 2017

Stile caldo e avvolgente da terroir costiero. Ha la dolcezza della marasca e del fico, con spunti di carrube, legni balsamici e macchia mediterranea a fare da cornice. Il corpo pieno è messo in moto da un guizzo sorprendente di salinità e da un tannino disinvolto che cadenza un finale fruttato e balsamico di somma piacevolezza. Ottimo.

92/100

Inalto – Cerasuolo d’Abruzzo 2020

Spiazzante, spaziale: tira fuori toni di peperone crusco e mela rossa, bacca di goji, un tocco di sandalo e ginseng da Pinot Nero altoatesino. E’ sapido e saporito, cremoso e succoso, raffinatamente balsamico sul fondo e tonico d’agrume come il territorio pedemontano impone. Chiude lungo, elegantissimo su toni di spezie e di erbe alpine. Semplicemente straordinario.

93/100

Emidio Pepe – Montepulciano d’Abruzzo 2015

Un monumento al vino abruzzese che, ora come ora, si trova in una fase di giovanile irruenza. Grafite e pellame sono i primi riconoscimenti, seguiti da pepe e bacca di ginepro, mirtilli succosi e croccanti, qualche spunto di erbe officinali. La stoffa è quella di un campione: al momento primeggia il tannino selvaggio, travolgente, ma s’intuisce una materia sopraffina, che emerge più chiara nel finale profondo e ammaliante. Straordinario.

94/100

D’ Alesio – Trebbiano d’Abruzzo Tenuta del Professore 2015

Vino che ho scoperto qualche anno fa e che, a mio avviso, è quello che più si avvicina al mitico Trebbiano di Valentini. I profumi di nocciola e zuppa inglese, senape, resina, caramella d’orzo, sono insoliti, complessi, straordinariamente raffinati. E la bocca piena, ma sostenuta da una salinità che rasenta l’acciuga sotto sale, offre una stratificazione di sapori e una profondità inconsuete per questa varietà. E’ eccezionale da solo e ancor più buono con la carbonara (anche di mare).

94/100

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