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Il futuro dei Supertuscans è nel Cabernet Franc: lo dice l’enologo di Ornellaia

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Il futuro dei Supertuscans è nel Cabernet Franc. Matarocchio, Paleo, Duemani, Ampeleia sono solo alcuni dei Supertuscans di successo nei quali il Cabernet Franc, varietà in passato considerata “figlia di un bacco minore”, gioca un ruolo di prim’ordine.

A detta di Axel Heinz, enologo e direttore di Ornellaia, la sua presenza sarà significativa in tutti i vini di stampo internazionale prodotti in Toscana nel futuro, perché è l’unico vitigno che riesce a dare risultati interessanti in annate calde, umide, siccitose – come ad esempio la 2017 – in cui Cabernet Sauvignon e Merlot fanno una fatica immensa. “Il Cabernet Franc ha una notevole capacità di resistere anche a un clima estremamente caldo – riferisce Heinz a The Drinks Business – riesce a mantenere molta della sua carica aromatica e della sua complessità. All’Ornellaia è stata la chiave di volta in annate calde come il 2003 o il 2009”.

In molti concordano sulla capacità del Cabernet Franc di dare vini più intriganti, più variegati da un punto di vista aroma rispetto agli altri due vitigni bordolesi. La varietà in passato era stata relegata ad un ruolo minore perché considerata rustica, erbacea, difficile da portare a maturazione, ma la situazione è cambiata radicalmente con il riscaldamento globale. “Il Cabernet Franc può dare vini ricchi e complessi – spiega Andrea Franchetti, titolare di Tenuta di Trinoro – ed è molto più resistente del Merlot. Nel 21° secolo, il Cabernet Franc sta sostituendo il Cabernet Sauvignon come principale uva rossa (internazionale, ndr) per l’Italia”. Franchetti produce da tempo Campo di Camagi, Campo di Magnacosta e Campo di Tenaglia, tre “second vin” da Cabernet Franc in purezza . Il suo vino di punta, il Trinoro, è, invece, un taglio bordolese composto prevalentemente da Cabernet Sauvignon, ma dalle sue parole emerge la volontà di modificare la ricetta.

Anche Heinz ha lasciato intuire di voler cambiare qualcosa nella composizione dell’Ornellaia. “Il Merlot sta soffrendo – spiega – fa fatica in annate come la 2017. Il cambiamento climatico ha plasmato la nostra recente strategia di reimpianto; intendiamo ridurre la proporzione di Merlot a favore del Cabernet Franc e del Cabernet Sauvignon quando inizieremo la nostra prossima fase”.

La sensazione è che, oltre alla sfide poste dal cambiamento climatico, ci sia dietro alla rivalutazione del Cabernet Franc una volontà di differenziarsi e trovare una variante che possa rafforzare la Toscanità dei Supertuscan, che alle volte hanno gusto fin troppo allineato con quello bordolese. Il Franc, in questo senso, può aiutare, perché, fatta eccezione per la Loira, dove però assume connotati totalmente differenti, non ha una patria d’elezione all’infuori delle colline dell’altra Toscana: quella dove, per varie ragioni, l’autoctono Sangiovese non riesce ad acclimatarsi.

(Fonte: The Drinks Business)

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