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Il Chianti Classico ha una nuova sottozona: lo svela RobertParker.com

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Lo ha annunciato Monica Larner in un articolo della serie dedicata ai territori del Chianti Classico su Robertparker.com: tre paesi della denominazione si sono “fusi” per dare vita a un’unica sottozona denominata “San Donato”.

I paesi in questione sono Barberino Val d’Elsa, Tavarnelle Val di Pesa e Poggibonsi. I primi due, che fino al 2020 erano comuni separati, si erano già messi insieme per dar vita al comune unico di Barberino Tavernelle. Poggibonsi resta, invece, un’entità politica separata, ma, per evitare confusione, rientrerà in San Donato, anche perché solo una piccola parte del territorio comunale è inclusa nella DOCG.

All’interno della sottozona San Donato sono attive realtà importanti – sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo – come Antinori con la Badia a Passignano, Isole e Olena e Castello di Monsanto di fianco a “boutique wineries” come Cinciano, Le Filigare, Il Poggiolino, Casa Emma. “Con i caldi e ampi orizzonti di San Casciano alle spalle, le selve di Greve in Chianti ad est e la più fresca Castellina in Chianti al sud, San Donato è un vero e proprio crocevia condivide la maggior parte delle qualità dei suoi vicini – scrive Monica Larner – La gente del posto menziona spesso il microclima speciale, con un’abbondanza di cipressi e di orchidee selvatiche. Non a caso aromi di essenza di cipresso e fiori blu sono una caratteristica comune nei vini”.

Quest’iniziativa sembra un passo avanti nel percorso tortuoso, complesso che dovrebbe portare all’introduzione, almeno per le tipologie Riserva e Gran Selezione, delle famigerate unità geografiche aggiuntive. Da tempo, nella zonazione, nella comunicazione del Gallo Nero e nelle principali manifestazioni dedicate, si fa riferimento a una suddivisione del territorio in zone che, però, non possono essere menzionate in etichetta. Di recente il Consorzio del Nobile di Montepulciano ha introdotto, battendo tutti gli altri sul tempo, le Pieve, prime sottozone ufficiali (ne abbiamo parlato qui), che saranno utilizzate dai produttori a partire dal 2024. La sensazione è il Chianti Classico seguirà a breve con un modello simile, perché i tempi sono maturi e il mercato è pronto ad assorbire vini con un link territoriale più specifico.

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