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Grave furto ai danni di un produttore pugliese: rubate 35mila barbatelle

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E’ gravissimo il danno arrecato a Rivera, storica realtà con sede ad Andria, da una banda di ladri che, qualche giorno fa, si è introdotta nell’azienda e ha rubato 35 mila barbatelle appena piantate.

“Per chi ha commesso il furto si tratta solo di merce da piazzare sul mercato nero, ma per noi e per l’intero territorio vinicolo quelle barbatelle rappresentano il futuro – ha affermato Carlo de Corato, patron 82enne di Rivera, in un post sulla pagina Facebook aziendale – Per fortuna non tutto è perduto, perché il vivaio ne aveva ancora qualche migliaio, da cui ripartiremo. Noi non ci fermiamo e non sarà di certo questo l’ultimo vigneto che io pianterò”.

Le barbatelle rubate sarebbero state parte di un progetto sperimentale. “Era l’ ultimo atto di un progetto di ricerca sulle varietà autoctone del territorio, Bombino Nero e Nero di Troia, iniziato agli inizi degli anni ’90 con la collaborazione del professor Scienza, proseguito con il CREA di Turi e giunto al momento dell’impianto della terza generazione delle selezioni massali individuate per fornire eccellente materia prima per i vini aziendali che esprimono le tre D.O.C.G. di Castel del Monte: Puer Apuliae Castel del Monte Nero di Troia Riserva, fresco di Tastevin della guida Vitae dell’A.I.S., Il Falcone Castel del Monte Rosso Riserva, vino simbolo della cantina, e il Pungirosa Castel del Monte Bombino Nero, rosato fresco e succoso di grande successo” si legge nel post.

Purtroppo non si tratta del primo furto di questo genere: episodi simili si susseguono almeno dal 2013. Aveva destato particolare scalpore nel corso del primo lockdown la lunga serie di furti di barbatelle, pali e strumenti per l’agricoltura ai danni di varie aziende vitivinicole e vivaistiche pugliesi. Non è, però, un fenomeno circoscritto alla regione: situazioni analoghe, sebbene di entità minore, sono state riportate negli ultimi anni anche sull’Etna, a Valdobbiadene e nel Sannio. In particolare i ricettatori prendono di mira le aziende che hanno da poco messo a dimora piantine derivanti da selezioni massali di vigne dalle quali si producono vini particolarmente celebrati. Il danno per le vittime di questi furti è estremamente serio, perché occorrono ingenti sforzi economici e tempi lunghissimi per rimediare. La speranza è che le autorità che si stanno occupando del caso riescano perlomeno a far luce su di un fenomeno di cui si sa relativamente poco, ma che, in certe zone, comincia ad avere dimensioni piuttosto preoccupanti.

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